mercoledì 7 gennaio 2009

il Tempo, è solo?

A volte perdo il senso del tempo. Quante volte faccio qualcosa di unico e irripetibile? Beh, questo sempre. Mai si ripetono due cose uguali perchè basta un po' di buon senso per capire che tutto cambia e domani niente è come oggi. Questo qualcosa di unico e irripetibile a volte è di una noia mortale altre è un momento speciale e altre ancora nessuno dei due. Mi capita di vivere la mia vita alla velocità della luce, al passo di una lumaca, di corsa o alcune volte solo a passo d'uomo. Queste sono solo velocità differenti, si perchè il tempo scandisce la nostra vita.

E' qui che ogni tanto perdo il senso del tempo. Qual'è la giusta misura del tempo? La azioni scorrono: secondo dopo secondo, minuto dopo minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno e così via all'infinito. Il Tempo è dunque infinito e non si potrà fermare mai. Tutto ci verrà detto dal tempo perchè contiene la saggezza della vita. Eppure più il tempo scorre e più ciò che si conosce cresce e molte cose meritano di non essere tralasciate ma scoperte e sempre più conosciute: un circolo viszioso infinito di cui sento il bisogno di conoscenza.

Troverò il tempo per fare quello che devo fare? Credo che non sarà abbastanza se non considero lo spazio. Si, perchè secondo Einstein è più corretto parlare di spaziotempo in quanto sono strettamente correlati. Vorrei trovare la giusta chiave per capire tutto, solo capisco di non capire niente ed è questo che determina la dimensione in cui vivo ed ancora una volta sarà il tempo a darmi la necessaria dose di saggezza per capire.

venerdì 12 dicembre 2008

Erasmus: culture a confronto.

Lettera da Valencia:
"Ciao a tutti, sono Marco Cappa. Ho 23 anni e sono di Gavardo, in provincia di Brescia. Sono iscritto al terzo anno della laurea triennale di economia (in Banca e Finanza).

L’anno che mi sono iscritto alla triennale ero già a conoscenza dell’esistenza del programma erasmus per differenti motivi: primo avendo frequentato ingegneria per un breve periodo e secondo avendo conosciuto studenti che già parteciparono.

Ciò che mi spinse a fare questa scelta nacque dal forte desiderio di dare una svolta alla mia vita. Ero ad un punto morto, stanco della solita routine di tutti i giorni e senza stimoli. Questo mi portò ad ascoltare sempre più quel sentimento che tenevo dentro da tempo: vivere all’estero per conoscere e relazionarmi con altre culture.

E qui iniziai a leggere tutte le possibilità che l’Università di Brescia mette a disposizione per studiare all’estero. Lessi tutte le relazioni scritte dagli studenti che già avevano partecipato e valutai su quale città sarebbe caduta la mia scelta. Scelsi come destinazione Valencia (importante porto del mediterraneo e terza città spagnola per numero di abitanti dopo Madrid e Barcellona) innanzitutto perché volevo apprendere la lingua spagnola, le usanze e i costumi. In più mi sarebbe piaciuto vivere in una città bagnata dal mare e con temperature miti tutto l’anno. Una frase che lessi nelle esperienze precedenti (e pubblicate nel sito della nostra facoltà) così conclude: “l’Università è vicinissima al mare”. Per chi come me il mare lo vede solo una volta all’anno dal vivo, e poi passa il tempo a sognarne la vista quotidiana è particolarmente attraente.

Arrivò il giorno della partenza. Io, le valige e il biglietto aereo solo andata. Questo il vero inizio dell’avventura. Cartina alla mano iniziai a cercare l’appartamento. Trovarlo non fu difficile, bastarono tre/quattro giorni, ma soprattutto mi reputo fortunato per condividerlo con studenti di altra nazionalità con cui ho un ottimo rapporto. Mi trovo dunque a vivere con un ragazzo tedesco di cui stimo molte qualità e due ragazze, una inglese e una messicana, da cui ho sempre qualcosa da imparare giorno dopo giorno. Con la lingua ho trovato le prime difficoltà ovviamente a relazionarmi con le altre persone ed a ordinare da mangiare nei bar o ristoranti, all’inizio il menù è veramente incomprensibile.

L’Università, passate la parte burocratica dell’iscrizione, è indescrivibile. Offre veramente tutti i servizi: a partire da una grandissima biblioteca, dalle molte conferenze di attualità e dai corsi esterni fino a tutti gli sport e svaghi possibili(per cui bastano 30 euro per tutto un semestre). Inoltre organizza una settimana di benvenuto per tutti gli studenti stranieri, e a seguire altre proposte e incontri tra Erasmus. Accoglienza ottima. Aggiungo anche che il rapporto tra studenti e professori è molto differente dal nostro, si ha l’usanza di darsi del tu come se ci si conoscesse da una vita. All’inizio per me strano, di cui ora apprezzo molto il rapporto più stretto con professori di cui ho il massimo rispetto e stima.

Al di fuori dell’Università non credo che serva raccontare tantissimo. Mi limito dicendo che i locali sicuramente non mancano. La festa è dappertutto. La città è giovane, sempre in movimento e in cambiamento. Città aperta ad accogliere tutti. Di conseguenza in pochissimo tempo si conoscono moltissimi Erasmus italiani e stranieri, sono loro che condividono con noi quest’esperienza e fanno parte della nostra.

Capisco, ora che sto vivendo quest’esperienza, quanto sia molto importante partecipare al progetto di intercambio. I vantaggi di farlo sono moltissimi: la possibilità di una borsa di studio che copre la maggior parte dei costi; non perdere un anno di università; la possibilità di imparare una lingua sempre importante nel mondo del lavoro; e la più importante è la crescita personale.

Se son tenuto a dar un consiglio: non rinunciate ad essere anche voi Erasmus.
Infine vi ringrazio per il tempo che mi avete dedicato.
Un saluto e un abbraccio a tutti da Valencia.
Marco."